Ho perso (e ritrovato) quel suonato del mio gatto ed è stato molto più doloroso di perdere ognuno dei miei fidanzati

In un giorno infrasettimanale a ridosso del weekend sono uscita dal lavoro poco dopo la pausa pranzo e sono scappata a casa a recuperare lo zaino bello pronto dalla mattina presto.

Dove andavo così di corsa?

Avevo un treno da prendere, per la precisione due, per arrivare a Padova e dirigermi a teatro. Erano oltre 30 anni che attendevo di assistere a un concerto di Stanley Clarke e, a quanto pare, ogni tanto i sogni si avverano.

Foto scattata a cena quella sera: si nota la soddisfazione? anche per la cena deliziosamente VEG e Medio Orientale, che è un binomio riuscitissimo!!

Il giorno successivo non ho pensato di tornarmene a casa appagata dal concerto favoloso, ma ho continuato la mia avventura nelle stazioni (avventura davvero, perché Italo ha registrato ritardi da paura quel giorno!) e sono giunta fino a Milano.

Nelle poco più di 24 ore trascorse sul suolo meneghino sono salita sulla sommità del Duomo e visitato la cripta; sono stata allAccademia di Brera (e non Brema, come mi ostinavo a ripetere suscitando tanta ilarità quanta compassione!) e in un pub irlandese; ho cenato nel mio ristorante vietnamita preferito in Italia (ok, non ce ne sono molti) e sono stata all’inaugurazione delle Milano Drawing Week (dove ho preso TUTTI i gadget); ho visitato l’Hangar Bicocca, che oltre alle mostre temporanee contiene un’opera permanente e maestosa di Kiefer; e, infine, ho fatto brunch in un circolo Arci dove ho ascoltato musica dal vivo.

E perché non sono andata anche alla mostra fotografica su Sarajevo? perché si è perso il gatto.

Nel mio girovagare per la città, probabilmente mentre sgollavo la prima birra al pub irlandese, ho inviato ai miei figli un laconico messaggio, giusto per non essere la madre degenere che si dimentica della famiglia:

“Ragazzi tutto bene?”

Risposta pressoché istantanea: “No, non troviamo Liverpool”.

E’ seguito un mio lungo vocale in cui dettagliavo TUTTI i nascondigli in cui, negli ultimi 10 anni, ho scovato il piccolo Livy e ho dato per scontato che fosse addormentato nel mio armadio o sotto al piumone nel mio letto.

Dopo il brunch, una notte e mezza giornata dopo i messaggi, la situazione non era cambiata, sicché sono tornata velocemente in stazione e poi verso casa.

La parte bella del week end è riassunta nel reel di Instagram che linko qua sotto, se invece vuoi sentire la parte feroce prosegui la lettura

Io credo che la Kriss nella versione “uno dei miei cari è in pericolo” NON sia un gran bello spettacolo!

Giunta a casa ho suonato ai vicini. Ho chiesto a tutti se avessero visto il mio gatto rosso. E quando X ha detto testualmente:

“sì, l’ho visto qua per le scale ieri mattina, ma c’era il portone aperto e dopo non l’ho visto più”

vi assicuro che non gli/le sono saltata alla gola per ucciderl* urlando:

“brutta testa di mi***a che vedi il mio gatto e lasci il portone aperto, ti devono mangiare i topi partendo dalla tua faccia da schiaffi!*”

ma, molto signorilmente, ho iniziato a cercare il mio gatto per il quartiere.

E come l’ho cercato!!

Ho intervistato chiunque incontrassi, soprattutto coloro che portavano il loro cane a passeggio, ho appeso i manifesti, ho lasciato le crocchette vicino al portone e le mie amiche (sante anime, le amo!) hanno tappezzato i social di annunci.

La faccio breve.

Rientrata alla base abbiamo ritrovato Liverpool dopo due giorni, durante i quali io ero angosciata. Non riuscivo a pensare che il mio piccolino fosse disperso; ho mangiato chili di gelato come si è soliti fare quando termina una relazione, ma non ero mai stata così triste per nessun fidanzato o presunto tale perso.

Credo che la trasformazione sia completa e sono diventata lo stereotipo della gattara: naif, zitella, squilibrata se le toccano i cuccioli.

Reputo sia un ulteriore segnale che è bene la smetta con gli appuntamenti!

*la cosa che ti mangiano i topi dalla faccia è una roba che mi è rimasta impressa da un libro, chissà quale.

by Kri

Questo post è stato scritto sulla carta a FINE NOVEMBRE poi portato qua settimane dopo. Ci vuole pazienza, la Kriss effettivamente un po’ vecchia lo sta diventando. Se leggi questo post dalla tua mail sappi che non vedi l’immagine in testa ma qua trovi il link al blog. Ciao e ci sentiamo presto.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Pellegrina Pellegrina ha detto:

    Piuttosto che te l’immagine finale raffigura lo scopo della sortita di Liverpool…

    Comunque i gatti hanno spesso più di una casa, mi raccontano le gattofile, io non ne avevo idea, sono peggio dei marinai!

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    1. Avatar di Kriss Kriss ha detto:

      il mio gatto non è solito uscire e ha effettivamente solo la mia cass e, pure in questo episodio, ha dimostrato che la casa è una perché non si era tanto allontanato

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  2. Avatar di alicespiga82 alicespiga82 ha detto:

    Durante i lavori di ristrutturazione della facciata, il gatto di mia suocera ha pensato bene di usare il ponteggio per andarsene in giro. E mia suocera ha fatto come te: girava per il palazzo e per il quartiere scossando le crocchette, fermando i passanti e urlando il suo nome. Momenti epici e tragici insieme… Gatto poi ritrovato, in un antro del palazzo da un vicino. 🤗 Tutto è bene quel che finisce bene.

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    1. Avatar di Kriss Kriss ha detto:

      esatto, sono una suocera 🤣🤣🤣🤣🤣🤣

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