10 cose che ho imparato sugli appuntamenti

Circa due mesi fa annunciavo la nascita dell’ambiziosa rubrica I miei primi disastrosi cento appuntamenti facendo credere di uscire con un uomo diverso ogni tre-per-due: si trattava di un’iperbole, in quanto 10 esemplari sono stati sufficienti per inquadrare la questione.

L’esame dei primi appuntamenti poteva essere integrato con altri casi rappresentativi, ad esempio: quelli che ho bloccato su ogni app e su ogni social; quelli che hanno saputo fingersi normali per qualche giorno o settimana e quindi ho incontrato per una seconda volta (o una terza); quelli che si sono bruciati nel giro di 3 messaggi di chat e, almeno, mi hanno fatto perdere poco tempo.

In estrema sintesi la mia ricerca è stata fallimentare.

Tuttavia, in un momento di megalomania, ho stilato la mia personale decade di consigli per approcciarmi agli appuntamenti.

un'immagine scattata a Torino così a caso solo perché mi piace

#1 La chat inganna

Se un essere umano sembra interessante, meglio incontrarsi di persona il prima possibile, anche solo per un caffè.

Se si vive non troppo distanti 4, massimo 7, giorni a chattare sono anche troppi.

Io credo sia meglio inquadrare realmente l’altra persona, prima di farsi dei film mentali (spesso assurdi).

#2 Lo stato civile

Se non dichiarano il proprio stato civile entro le primissime fasi della conoscenza, chiedetelo a bruciapelo e nella maggior parte dei casi vi troverete con uno sposato o fidanzato.

#2bisSeparato in casa” non è uno stato civile riconosciuto o, per dirla alla Kriss maniera, è una stronzata abissale.

Certo che una coppia può stare insieme per la sola parvenza, ma non è sicuramente la situazione nella quale avviare una nuova relazione (sempre che non vogliate fare l’amante, posizione alla quale io non ambisco).

#3 Bacio non è interesse

Chi ti sgancia la lingua così, al primo appuntamento, sta solo testando il terreno per un rapporto sessuale (inutile cercare di dirla in modo carino, obiettivo è trombare, punto).

#4 Ti ho pensato

Ti dicono “ti ho pensata tanto” perché è più carino di: ho ripensato a te o meglio alla tua scollatura o alla tua gonna corta durante i miei momenti di onanismo.

#5 Buongiorno tesoro

Se ti mandano il buongiorno al mattino, secondo me, è una cosa carina.

In un contesto di essere umano che si sveglia e si prepara per uscire, andare al lavoro, fare commissioni, anche solo un buongiorno è un gesto affettuoso per dirti che ti ha pensata.

“Buonanotte amore” invece lo trovo più da punto #4

#6 Mai incontrata una come te

A chi non fa piacere essere considerata speciale? chi non pensa di meritarsi un grande amore? sono domande retoriche, ovviamente.

Ma se partono in quarta e nel giro di poco tempo, 2-3 settimane o un mese, diventi la donna della sua vita, allora siamo di fronte a una persona squilibrata. Sempre secondo me.

Il mio consiglio è darsela a gambe levate.

#7 chi paga

Io non sono della scuola che l’uomo debba per forza pagare al primo appuntamento, anzi, se invito pago io.

Ma se al primo appuntamento un uomo non fa manco il gesto di provare a pagare, secondo me va lasciato lì dov’è. Manco la generosità di offrire un drink? allora è una persona avida e sarà avido anche su altri terreni dove dare fa rima con amare.

#8 siate imparate

Quando si legge di storie online finite male (non solo i femminicidi, ma anche le persone truffate da amanti mai incontrati) il primo pensiero è: “a me non sarebbe successo“.

Non ne sarei così sicura.

Esistono meccanismi psicologici di manipolazione che fanno leva sul desiderio di essere amate e, fortunatamente, si è iniziato a parlare apertamente di questi temi spinosi.

Non occorre una preparazione da psicologa ma, a mio avviso, fare qualche semplice ricerca e confrontarsi con le amiche fidate è una buona strategia.

A cosa mi riferisco? provate a cercare narcisisti patologici; oppure love bombing o gaslighting, dipendenza affettiva o breadcrumbing.

Si tratta di una forma protezione. Non un profilattico, bensì conoscenza.

#9 Gli appuntamenti sono sopravvalutati

Alla mia veneranda età, dopo un divorzio e una collezioni disastrosa di approcci (ma alcuni, almeno, a distanza di anni mi fanno ridere) il mio livello di cinismo è tale da ritenere tutta la questione appuntamenti, relazioni amorose, non è troppo tardi per innamorarsi, largamente sopravvalutata.

Resta mia opinione personale. Voi, mi raccomando, non dimenticate di amarvi.

#10 l’alcool non vi piace?

Vino rosso, gin di qualità, vermut: da loro sai sempre cosa aspettarti e a volte ti deliziano senza preavviso perché scopri una nuova etichetta.

Se trovo un uomo affidabile come un vermut riserva mi rimangio anni di parole ciniche, promesso 😂

#Bonus

Lo riconosco e già l’ho scritto. Sono cinica. Non mi accontento. Ho standard elevati. E nessuna voglia di accontentarmi o rimpicciolirmi in una relazione che non mi appaga. Quindi continuerò a uscire con me stessa, dato che so trattarmi bene.

Poi tra 5 o 6 o 9 mesi avrò un momento di sconforto dettato dalla solitudine, sicché riattiverò Bumble, ritroverò i soliti vecchi ceffi* e qualche faccia nuova tra le quali proverò a chattare con qualcuno fino a giungere, nuovamente, inesorabilmente, alla medesima conclusione: gli appuntamenti sono sopravvalutati.

Riferimenti:

*quelli che pagano un abbonamento per stare sulle app di dating ti vengono riproposti più e più volte, anche se li hai scartati. perché non voglio credere che esistano uomini che fanno più profili con le stesse foto e le stesse frasette del ca**o, suvvia, un po’ di buon gusto!!!

a) la foto della principessa Leila con la scritta FIGHT LIKE A GIRL l’ho scattata settimana scorsa a Torino

b) la foto in testa al post invece sono io a Vienna vicino alle case di Hundertvasser lo scorso mese

E infine questo è Liverpool, il mio gatto, una validissima alternativa a un fidanzato:

❤️

Qua e là in giro per il post ci sono dei link. Se leggi questo post dalla tua mail sappi che non vedi l’immagine in testa ma qua trovi il link al blog. Ciao e ci sentiamo presto.

by Kriss

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Pellegrina Pellegrina ha detto:

    Concordo su quasi tutto: in particolare sulla questione « chi paga » citerò una blogger ora non più attiva che a sua volta citava sua madre – ebbene si – molto felicemente sposata e poi felicemente riaccoppiata dopo essere rimasta drammaticamente vedova a quarant’anni: « Un uomo dev’essere un bravo amante e non deve assolutamente essere tirchio, perché il rapporto è fatto all’80% dal sesso e per il 20% restante dai soldi ». Lapidario e vero!

    Sulla questione della sopravvalutazione, be’: si può vivere senza partner e senza sesso, certamente, e fare cose piacevoli o anche molto soddisfacenti, ma resta sempre un ma: come scriveva un pedagogista scozzese, Alexander Neill, il sesso unito all’amore È il più grande piacere del mondo. Tutto il resto è una forma di evasione. Negli anni’60 affermarlo faceva scandalo, ai miei occhi resta vero anche oggi.

    https://archive.org/details/SummerhillUnesperienzaEducativaRivoluzionaria/page/n1/mode/2up

    Voglio dire che secondo me c’è anche tutta una retorica spicciola derivante magari da giustissime e all’epoca anche rivoluzionarie riflessioni femministe e psicanalitiche ormai declinate in manualetto da self help semplicisticamente ‘mergano sullo stare bene con sé stesse (sostanzialmente regalarsi dei consumi, per carità importanti ma non realmente appaganti) e sulla capacità di stare in piedi da sole (oggi in occidente a mio parere superata dalla storia per la maggior parte delle donne, nel senso che studio, lavoro e un’autonomia nella gestione della vita sono cose che quasi tutte ormai concepiscono e rivendicano come normali e perfettamente alla loro portata), che sono più che altro dei palliativi. La vita in completa solitudine, quando non si hanno mezzi, peraltro può essere molto faticosa all’atto pratico.

    Dopodiché di certo incontrare persone avvilenti, sciatte, misere, frettolose, profittatrici, bugiarde (il « separato in casa » andava di moda da prima di internet, ho colleghe ridottesi in briciole per questo e andrebbe bandito dalle espressioni lecite, poi chi ha mai sentito una donna dire « sono separata in casa »?) in una parola immature e dannose, oppure poco consonanti non è, non deve essere una soluzione.

    Ma del resto, sui siti, dato che ci si iscrivono persone in carne e ossa, cosa ci può essere di tanto fuori dall’ ordinario rispetto a chi incontriamo tutti i giorni nella vita reale e che manifestamente non ci piace? gli incontri felici sono molto pochi per quanto ne so, quello che tu scrivi non fa che confermarlo.

    P.S.: sulla questione alcool, non si tratta di piacere o meno: è questione di dosi in rapporto al proprio corpo che umano è e umano resta, con regole che non dipendono dalle nostre opinioni!

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  2. Avatar di Pellegrina Pellegrina ha detto:

    Il tuo post mi suscita commenti chilometrici.

    Per curiosità sono andata a leggere il significato di love bombing credendo di conoscerlo e invece no: ho scoperto di esserne stata vittima da ragazzina nel senso più letterale dell’espressione.

    Inizio quarta ginnasio, neanche quattordici anni. Nelle classi di noi nuovi girano dei ragazzi più grandi per vendere un giornale. Si presentano come generici comitati di solidarietà popolare. Una ragazza, capelli corti, la cosa mi colpi’, inizia a chiacchierare con me in modo molto fitto, poi mi invita a raggiungere un gruppo di amici che si ritrova dopo le lezioni sui gradini della scuola per chiacchierare. Ci vado e per una settimana sono i migliori compagni del mondo, attenti, interessati, mi coinvolgono in ogni conversazione, mi fanno parlare, mi ascoltano. Ridiamo insieme come i ragazzini. La seconda settimana arriva la domanda: noi ci riuniamo le mattine prima della scuola per andare a messa nella chiesa qui dietro, domani vieni con noi? Mi dispiace sono atea, però per me l’amicizia non cambia, rispondo. Certo, non cambia niente, dice la ragazza e io l’abbraccio commossa.

    L’indomani torno ai gradini: mi ignorano totalmente. La ragazza in questione, Cristina, mi parla in tono sostenuto e poi gira la testa. Così per due giorni. Smetto di andare, ma io avevo succhiato col latte l’idea che la religione è l’oppio dei popoli, quindi resisto anche se molto rattristata e ferita perché non capivo come avessi potuto diventare di colpo così insignificante.

    Molto dopo ho realizzato che il mio fisico ancora infantile, sovrappeso, e l’abbigliamento spartano datomi da mia madre dovevano farmi apparire come una vittima predestinata. Ma solo oggi ho imparato che questa tecnica – giacché che tale era l’avevo intuito – ha un nome. Quindi grazie per questa scoperta.

    Una persona più debole, meno sostenuta dalla famiglia o meno allertata su questo punto avrebbe ceduto, pur essendo del tutto indifferente o anche contraria alla messa.

    Costoro si presentavano come generici comitati di solidarietà popolare (CSP) che il pomeriggio aiutavano i ragazzini a fare i compiti… dei veri satanassi!

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    1. Avatar di Kriss Kriss ha detto:

      oddio che storia ed eri poco più che bambina!!!
      sono in viaggio, leggo di fretta ma appena rientro leggo con attenzione tutto quanto.
      lasciamo solo dire che sono ben felice di suscitate curiosità e consapevolezza!!!
      io atea convinta e pure sbattezzata 🫶

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