In uno degli appuntamenti descritti nella spiritosa quanto drammatica rubrica “I miei primi disastrosi cento appuntamenti” (che ha seguito la rubrica “La mia esperienza con i siti di incontri“) ho preso un aperitivo con il mio match, che a conti fatti tanto match non era, poi ho insistito per andare al cinema.
Ho insistito, esattamente, perché quella sera proiettavano un film che difficilmente avrei potuto recuperare.
Kafka a Teheran, già il titolo dovrebbe far intendere che non si tratta esattamente di una robetta leggera su cui farsi una grassa risata; è invece un film composto da alcuni episodi, dove nove cittadini iraniani devono rispondere a un invisibile interlocutore che li accusa delle cose più assurde o vieta loro attività normalissime.
Il film svela i nonsense del sistema (posso scrivere regime?) iraniano che controlla, sanziona, regola ogni aspetto della vita.
Il governo iraniano l’ha presa bene e ha sospeso il passaporto ai due registi, Asgari e Khatami, almeno per un certo periodo.
E ancora mi sorprendo che i miei appuntamenti non funzionano quando li porto ad assistere a cotanta leggerezza? (sarcasmo ON)
Comunque, stasera sono tornata al cinema a vedere il nuovo film di Ali Asgari, che si intitola Divine Comedy e sì, cita il nostro Dante Alighieri, così come il titolo originale di “Kafka a Teheran” cita il verso di una poesia iraniana.
Si tratta ancora di un film ambientato in Iran e, salomonicamente, è ispirato dall’esperienza diretta del registra.
Il protagonista del film è un regista, non amato dal sistema, che gira per la città su una vespa rosa guidata dalla sua produttrice e fidanzata dai capelli blu, per trovare il modo di proiettare il suo film. Sorvolando sul dettaglio che NON ha l’autorizzazione per proiettare il film.
Sembra il peregrinare per i gironi dell’inferno? per poi attraversare il purgatorio e, chissà, giungere al paradiso?
Questa volta sono andata al cinema da sola, per conto mio, e sono stata benissimo. Il film è stato stupendo: drammatico e spiritoso allo stesso tempo, un atto d’amore verso il cinema e sì, un atto di coraggio. Se vi capita, o se avete modo di recuperarlo, guardatelo e mi ringrazierete.
Insomma, per concludere posso affermare che ai presunti fidanzati procacciati tramite le dating app, preferisco decisamente Ali Asgari e un buon film.

Questo articolo è stato scritto sulla carta la stessa sera che ho visto il film, circa metà gennaio 2026, poi riportato qua quando mi sono svegliata. Qua e là in giro per il post ci sono valanghe di link, sia ad altri articoli di questo blog, sia a risorse esterne. Se leggi questo post dalla tua mail sappi che non vedi l’immagine in testa, che comunque non ha alcun nesso con il tema del post, dato che è una serranda che ho fotografato a Barcellona alcune settimane fa. Comunque qua trovi il link al blog. Ciao e ci sentiamo presto.
Segno e recupero!
Mi ispira tantissimo (e io ❤️ gli iraniani).
Certo oggi si sono svegliati al suono dei bombardamenti…
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