Libri: amore, odio e di nuovo amore

Da sempre ho amato leggere e da sempre ho amato il libro come oggetto. Da bambina sceglievo i miei regali nella cartolibreria vicino a casa, anche se proponeva giusto qualche titolo; fin da ragazzina ho frequentato la biblioteca; coi primi soldi guadagnati Feltrinelli è diventato il mio regno.

Negli anni ho accumulato diversi libri e metodi ingegnosi per conservarli.

Quando ho comprato casa e mi ci sono finalmente trasferita con il mio nuovo maritino abbiamo radunato i nostri libri e li abbiamo sistemati insieme. Abbiamo scoperto di avere qualche titolo doppio ed è stato carino chiamare gli amici per offrire loro libri usati in regalo.

I libri, a quanto pare, sanno unire.

Poi abbiamo continuato a comprare libri e accumularne mentre la casa è rimasta piccina e piena. Mentre facevo l’università ho rallentato l’acquisto di narrativa, ma ho accumulato testi di economia e di diritto, dispense e manuali; man mano che sostenevo gli esami i relativi testi finivano in una cassa di legno decorata con gli orsetti; da contenitore per i lego a viaggio verso la laurea.

L’amore per i libri è cresciuto fino a diventare quasi un’ossessione. La stanza adibita a studio di mio marito ne era straripante, perché le librerie di casa erano sature. Non si poteva andare a fare un viaggio, anche di pochi giorni, senza tornare con nuovi volumi. Di ritorno da una capitale europea non ho battuto ciglio quando la hostess-di-terra mi ha gentilmente informato che il nostro bagaglio aveva un sovrappeso di 15 chili e dovevo pagare l’equivalente di 70 euro: temevo peggio.

Nel frattempo i miei libri erano impilati per terra, uno sull’altro, di fianco al mio comodino.

I libri non erano l’unica cosa che si aggiungeva a casa mia; anche i problemi di coppia cominciavano ad essere un po’ troppi e con un po’ troppa polvere mai soffiata via.

I libri uniscono, dicevamo, ma a volte dividono anche.

Non è stata colpa delle mie letture se mi sono separata, ma dalla mia separazione le mie letture hanno avuto un giovamento. Mio marito, oramai divenuto ex, ha traslocato insieme a tutte le sue cose e all’improvviso ho realizzato quanto fossi stata compressa nella mia casa.

E’ stato un po’ come respirare a pieni polmoni in un prato in una bella giornata di primavera dopo avere trascorso un lunghissimo inverno in un luogo chiuso e polveroso. Ho ritrovato il mio spazio. I miei libri non stavano più accumulati in improbabili pile disordinate.

Una volta, mesi dopo la separazione, il mio ex è passato da casa e mi ha detto:

“guarda che hai dei Murakami nella libreria nell’ingresso e anche nella libreria in sala”

ex-marito che sbircia in giro, 2019

Volevo rispondere con un deciso “e a te cosa importa?” ma ho poi optato per un laconico “sì, lo so“.

Nella libreria dell’ingresso tengo i libri che ho già letto. Sono suddivisi, più o meno, per provenienza dell’autore: i libri di autori orientali, quelli degli americani, gli inglesi li ho messi vicino agli irlandesi; poi ovviamente libri italiani, saggi, ecc… Nel ripiano più alto, oltre due metri, ho messo i libri dell’università: quelli non solo sono stati letti, ma consumati.

Nella libreria della sala, più piccola, tra un pupazzetto e un soprammobile, ci sono i libri che ancora devo leggere: ecco spiegato perché Murakami sta un po’ di qua e un po’ di là, semplicemente perché ancora non ho letto tutto. In che ordine ripongo i libri in sala? un po’ a caso, mica ci voglio diventare matta.

Molti miei libri però sono in giro perché ho l’abitudine di prestarli. Dato che non sempre tornano indietro, sappiate che, se vi ritrovate tra le mani un libro che ha timbrata una tartaruga sulla prima pagina, proviene da casa mia: godetevelo.

Cos’altro devo aggiungere sui libri? fanno un’ottima compagnia, li preferisco a una larga fetta del genere umano.

Forse era meglio se nascevo libro.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Genio C. ha detto:

    Io oggi sul mio blog ragionavo su questa passione e sul futuro.

    "Mi piace"

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