Di leadership, viaggi su Marte e Capitano Kirk

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Nella grande famiglia degli studi economici una parte importante è dedicata allo studio della leadership: modelli di leadership, strategie di leadership, come essere riconosciuti leader e via discorrendo. Di pari passo online sui vari social trovate svariati aforismi sul giusto leader, su come deve comportarsi, ecc… (“il leader rimprovera in privato ed elogia in pubblico“, vi dice nulla?).

Insomma, dentro e fuori gli ambienti accademici impera questa attenzione alla leadership al punto che, quando mi sono laureata e ho accettato il mio primo incarico direttivo, un compagno di università mi chiese:

ma tu a che modello di leadership ti ispiri?

Se stavo mangiando probabilmente sono rimasta col boccone a mezz’aria e l’espressione tipo “ma che cavolo stai blaterando??!“.

Dato che mi sono laureata in corso mentre lui, credo, abbia rinunciato al quinto o sesto anno fuori corso, la risposta poteva trovarsela da solo; nel senso, sono il tipo di leader che muove il culo e lavora sodo, ma rispondere così non era adatto per una novella direttrice (e ora che sono una navigata direttrice non me le fanno ‘ste domande).

Ma ora, veniamo al punto. Credo che lo studio accademico sia importante e credo che un sempre maggiore studio non sia il mezzo per allontanarsi dalla vita ordinaria, elevarsi come intendono alcuni, ma sia il mezzo per capire meglio il mondo, il pezzo di mondo che viviamo e l’immenso intorno a noi.

In parole povere, va bene il naso nei libri ma occorre non perdere di vista la realtà.

E qua attenzione, che il passaggio sarà ardito!

La fantascienza, adottando parafrasi stellari e metafore lunari, è spesso riuscita a mettere in campo critiche sociali, modelli di vita realistici e e stili di leadership eccellenti. Criticare o accogliere un essere che arriva da un altro pianeta, ad esempio, non vi ricorda un tema ricorrente del dibattito politico? e cosa dire della Capitol City di Hunger Game molto più vicino all’attuale Cina di quanto non si creda?

Mettere le cose su un piano apparentemente irreale, tipo “un uomo rimane dimenticato su Marte“, le rende più facili da esprimere. Che poi su Marte, a quanto pare, ci stiamo pian piano arrivando dato che proprio questa settimana vi è atterrato con successo il rover Perseverance.

Giusto per completezza, molti degli ingegneri e dei tecnici che hanno contribuito al successo di Perseverance sono stati ispirati fin da bambini dalle produzioni di fantascienza, che fossero i libri di Isaac Asimov o la serie Star Trek ( e questo è il link al Twitter di Perseverance – Vi invito a leggere il tweet fissato :-))

A proposito, e il Capitano Kirk cosa c’entra in tutto questo? beh, semplice, il Capitano Kirk è il mio incontrastabile e indiscusso modello di leader!!

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