Febbraio è stato il mese più devastante della mia vita da quando ho perso mio fratello e io cerco di fare come se niente fosse

Il “fare” è sempre stata la mia strategia per affrontare le difficoltà.

Quando attraversavo la separazione e poi il divorzio; quando sono stata travolta dal lutto per la perdita di mio fratello; quando devo constatare che i miei genitori stanno velocemente invecchiando.

Fare per non sentire dolore.

Fare per non affrontare il vuoto .

Fare come risposta all’incertezza.

Da qualche anno, diversi anni, il mio fare si declina spesso in lavorare un numero di ore inaudito, ed è ciò che ho fatto questo ultimo febbraio.

A inizio mese ho consultato un dermatologo: mi ha caldamente suggerito di sottopormi a una biopsia per escludere la presenza di un melanoma.

Appena il dermatologo ha menzionato la necessità della biopsia, il mio pensiero è stato: “mio padre non lo deve sapere!!“.

Le altre figlie, probabilmente, desiderano nascondere al proprio vecchio che ingurgitano troppo alcool o che si fumano qualche sigaretta o che hanno avuto più di un partner sessuale.

Io ero terrorizzata che sapesse della mia biopsia, così non gli ho detto nulla.

Aspettare l’esito istologico è stato un calvario; avevo il terrore che fosse positivo.

Che cavolo faccio se mi dicono che ho un melanoma?

-Come la nascondo al babbo una roba del genere?

-Che piffero racconto ai miei figli?

Ma soprattutto: ce la faccio ad affrontare una roba così?

Dopo aver tolto i punti e visto, nero su bianco, l’esito istologico negativo, tanti pessimi pensieri si sono dissolti; è rimasto solo il dolore, non fortissimo ma fastidioso, ogni sera quando sbendo, disinfetto e tratto lo sbrago nel mio piedino di fata.

Quello è il momento in cui mi investe la consapevolezza di avere schivato uno tsunami di dolore e fatica e riconosco il mio modus operandi del fare per esorcizzare: eccomi di nuovo qua ad ammazzarmi di lavoro per non pensare.

Vorrei rallentare tutto questo fare. Lo vorrei dirottare in respiri profondi, braccia aperte con i palmi rivolti verso l’alto, energia che si diffonde nel mio corpo. Prima che il mio “non ce la faccio più” da lamento diventi inizio di un crollo.

Comincio con il respirare….

by Kriss

Nessun link, solo una confessione delle mie paure nude e crude. Se leggi questo post dalla tua mail sappi che non vedi l’immagine in testa ma qua trovi il link al blog. Ciao e ci sentiamo presto.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Topper Harley Topper Harley ha detto:

    Sei forte. Il tuo “non ce la faccio più” non deve entrare nella tua vita.

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  2. Avatar di Celia Celia ha detto:

    Condivido.
    Intrecci ispirati nella blogosfera:

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