Tatuaggi, il Kriss’ pensiero

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Ho fatto il mio primo tatuaggio a 24 anni, dopo averci pensato un sacco di tempo e tenendolo poi nascosto per ancora più tempo; vivevo con i miei genitori e tatuarmi era una cosa ribelle, sebbene fossi adulta e lavorassi (lo so, adesso fa ridere).

Da allora mi sono appassionata.

Mi sono informata su stili, tatuatori, storia del tatuaggio. Ho guardato ore e ore di programmi televisivi a tema, dai reality per incoronare il miglior tatuatore, a quelli che raccontano degli obbrobri destinati ad essere coperti. Ho usufruito dell’opera di diversi studi, sia in Italia che all’estero, quindi, almeno in qualità di cliente, ho una certa esperienza.

Sono pronta a condividere il mio personale regolamento morale, o vademecum, sul farsi tatuare consapevolmente!

Premesse

Primo. I tatuaggi sono una cosa SERIA, non lo ripeterò mai abbastanza, quindi vanno fatti con giudizio e attenzione.

Secondo. I tatuaggi sono PERMANENTI, cioè non vanno più via e, anche se questa può sembrare un’informazione scontata, a giudicare da cosa si vede in giro, forse non lo è.

Terzo. Dato che i tatuaggi sono una cosa seria e permanente, non ci vuole fretta. Ci vuole il giusto TEMPO.

SOGGETTO

Un tatuaggio è, come prima cosa, una scelta intima e il soggetto è personale.

Io non accetto alcuna interferenze: la pelle è la mia, il soggetto me lo scelgo io. Il significato e il motivo di un nuovo tatuaggio sono pensieri nella mia testa e ne devo essere assolutamente convinta.

A me non viene voglia di tutarmi.

A me viene voglia di tatuarmi quel preciso soggetto.

E dato che i tatuaggi sono una cosa seria (vedi premessa #1), ho la mia personale regola che, da quando lo penso a quando lo faccio, devono trascorrere almeno 6 mesi (con la pandemia è stato facile).

STUDIO PER I TATUAGGI

Se siete di quelli che si fanno tatuare dall’amico a casa “perché deve imparare” o stanno a lesinare sui 50 euro di differenza sul prezzo di un tatuaggio, allora smettete di leggere questo post e passate oltre.

Io abito in una città medio piccola, ma sapete quanti studi ci sono? forse cinquanta! Ma credete che siano tutti uguali? giammai!

Scegliete con attenzione lo studio in cui tatuarvi; va benissimo cercare online, guardare il sito web e leggere le recensioni, ma, prima di scegliere, prendete un appuntamento e andate a fare due chiacchiere di persona.

E guardatevi intorno!!! è pulito? è in ordine? se siete fortunati stanno tatuando qualcuno e magari, seppur da lontano, potete dare un’occhiata. Informazione di contorno: i tatuatori seri usavano mascherine chirurgiche e guanti in nitrile già da molto prima della pandemia.

La postazione del tatuatore deve essere pulita e sterilizzata, cosa che da cliente non puoi verificare, ma puoi accertarti che sia tutto avvolto nel cellophane, anche il cavo della macchinetta.

SCELTA DEL TATUATORE O DELLA TATUATRICE

Ci sono tatuatori bravi e e tatuatori cani, anche se seguono ogni accorgimento igienico; ma se lavorano in uno studio, dove un tatuatore senior ci mette il nome e la faccia e dovrebbe insegnare ai tatuatori più giovani, le probabilità di incappare in un tatuatore bestia diminuiscono notevolmente (e questo vale come corollario del paragrafo precedente).

Dato che esistono diversi stili di tatuaggi, il mio consiglio è scegliere un tatuatore o una tatuatrice specializzato nello stile che avete scelto di fare.

Per carità, un tatuaggio semplice ve lo può fare bene qualunque bravo tatuatore, ma perché andare da quello bravo, quando puoi avere quello bravo e specializzato?

Se, ad esempio, un tatuatore ha nella sua bacheca solo lavori new school, ovvero bordi grossi e colori intensi, perché chiedergli una scritta? o un realistico in nero? A volte la scelta del tatuatore è una procedura lunga, ma valgono sempre le premesse scritte prima.

Io non ho il mio tatuatore di fiducia; ho una rosa di scelte e, a seconda di cosa voglio tatuarmi, cerco di rivolgermi all’artista più adatto. Puoi anche incappare in un tatuatore che ha uno stile pazzesco e molto personale, che si accoppia perfettamente con il tuo soggetto: in quel caso è perfetto!

NASCITA DEL TATUAGGIO

Voi credete che, una volta scelto il soggetto, lo studio e il tatuatore, il gioco sia fatto? (spoiler, NO!)

Esempio:

Cliente: “vorrei tatuarmi una nave sulla coscia”

Tatuatore: “ok, vieni sabato alle 12”

fine della preparazione

Ehh, no, non è mica una piadina al salame che se non ti piace la puoi lasciare a metà (chi sarebbe il pazzo a cui non piace la piada col salame!!???), coi tatuaggi non funziona mica così.

Il tatuatore preparerà un disegno. Non chiedergli di inviartelo via mail o whatsapp, non lo farà, non è scemo. Quindi, per prima cosa, devi spiegargli la tua idea meglio che puoi, senza tralasciare nulla: dettagli, elementi da includere, particolari, tutto quanto: aiutati con fotografie, disegni di altri tatuaggi, ogni cosa è lecita per spiegarsi a dovere.

Magari il tatuatore ti suggerisce delle cose o ti mostra dei disegni, ma sappi che il soggetto è il tuo quindi devi essere tu a trasmettere cosa vuoi!

Ok, ora puoi prendere appuntamento.

GIORNO DEL TATUAGGIO

Sei emozionato? ci sta, stai per tatuarti un soggetto scelto da te che ti rimarrà impresso sulla pelle tutta la vita, è giusto tu sia emozionato (se sei nervoso, troppo nervoso, forse qualcosa nel processo scelta soggetto/studio/tatuatore non ha funzionato a dovere, io mi farei delle domande).

Benissimo, da questo momento occhi aperti e cervello acceso!

L’ambiente in cui ti accoglie il tatuatore deve essere pulito, lindo, impeccabile; se senti odore di disinfettante è cosa buona.

La postazione per lavorare deve essere la fiera dell’impacchettamento con il cellophane. Il tatuatore avrà la mascherina e quando ti si avvicina, avrà sempre i guanti in nitrile. Tutti gli strumenti devono essere o super sterilizzati oppure usa e getta; soprattutto l’ago, devi vederlo nella sua confezione chiusa e sigillata prima che venga montato sulla macchinetta.

Come prima cosa occorre togliere i peli dall’area da tatuare (devo scriverlo che occorre usare un rasoio nuovo usa-e-getta? devo?) poi il tatuatore ti ricalca il disegno sul corpo partendo dalla cartina stampata col tuo soggetto e ti dice di guardarti allo specchio.

Fallo.

Guardati con attenzione; è la prima immagine di te con il nuovo tatuaggio, prenditi tempo. Il disegno si può ancora cambiare, si possono aggiungere o togliere dettagli. La posizione si può cambiare, più in alto, più a sinistra, più inclinato.

L’operazione del trasferello si può fare anche dieci volte, il tatuaggio no.

Sei sicuro? va bene così? Una volta deciso, si fa sul serio, non si torna più indietro, ti stendi e si parte, macchinetta accesa!

E ora? ora non si scherza più, ora è il momento di stare immobili e soffrire fino alla fine (sì, fa male, un po’ fa male dato che gli aghi ti martellano la pelle).

CURA DEL TATUAGGIO

Credete sia finita?? ehh, no!

Ci sono studi che ti dicono di tenere il tatuaggio fasciato per 7-10 giorni, altri te lo fanno scoprire dopo un paio d’ore; studi che ti danno la loro crema per la cura del tatuaggio e studi che ti indicano cosa acquistare in farmacia.

Di sicuro tutti ti dicono di proteggere il tatuaggio dal sole e di non andare in piscina per circa due settimane; e di non grattarlo.

Se non capisci come devi trattare il tatuaggio per i primi 10-15 giorni, fattelo spiegare anche dieci volte. E inizia a entrare nell’ordine di idee che, quando vai al mare, metti la protezione 50.

Concludo il mio pippone su come tatuarsi consapevolmente spendendo due parole sui classici argomenti dei tatuaggi: costo, dolore, e scelte errate.

I tatuaggi costano bei soldi. Concordo. L’amico che sta imparando sicuramente ti farebbe spendere meno ma, appunto, sta imparando. Se pago caro per un tatuaggio è perché l’artista ha già imparato, ha trascorso ore e ore a disegnare e a tatuare. Quindi pago la sua esperienza, che mi porterò sul corpo tutta la vita. Sui tatuaggi io non rischio; se posso li faccio, se non è il momento perché ho altre spese, rimando. Io ci tengo alla mia pelle. L’amico che sta imparando, faccia pratica sulla pelle dei maiali (non è una battuta, è davvero un modo per imparare) o su altre superfici simili alla pelle umana, oppure si faccia ospitare in uno studio a guardare quelli bravi che lavorano. Tatuare non può essere un hobby.

Farsi i tatuaggi è doloroso. Persone diverse hanno diverse soglie del dolore, ma è indubbio che tatuarsi è doloroso. In generale dove la pelle è sottile o ci sono le articolazioni tatuarsi è più doloroso; mi dicono che la testa sia in assoluto la parte più dolorosa da tatuare. D’altro canto braccia, gambe e schiena (esclusa colonna vertebrale) sono zone ampie in cui il dolore è onestamente sopportabile secondo me. Valgono le premesse: è una cosa seria, un po’ di dolore ci sta.

E se cambio idea? A volte puoi adottare tutto il buon senso di questo mondo ma succede ugualmente che ti ritrovi con un tatuaggio che non ti appartiene più; è successo anche a me e lo raccontavo qua. Personalmente ho deciso, per il momento, di tenermi il tatuaggio incriminato, in una specie di punizione autoinflitta. Invece per un tatuaggio fatto sull’onda del momento all’estero ho risolto con un cover-up. Le soluzioni possibili sono tre: cover-up, rimozione laser e rassegnazione.

Siete arrivati a leggere fina a qua? non posso che dirvi

Sì, oggi mi sono un po’ sfogata a scrivere, ma quando parlo di tatuaggi divento logorroica! Quindi se avete domande sappiate che rispondo volentieri 🙂

Buon weekend!

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. @Oenopides ha detto:

    Un tatuaggio… a 40’anni. Posso sicuro informata bene prima credo se non ricordo male di aver trovato pulizia igiene e capacità. Un gabbiano disegnato da me stilizzato e aggiustato dal tatuatore… Sulla spalla destra. Per me significa libertà ma libertà di pensiero perché in quanto ad azione e movimento ancora ci devo lavorare su. Bello colorato il tuo. Forse visualizzo due gatti accucciati su una poltrona un quadrifoglio e quella frase… che sicuramente é la sostanza con cui ti sei nutrita dall’inizio del tuo tempo. Bello l’unicorno … io ho un braccialetto sempre al mio polso con l’unicorno e una frase… “non mi fido degli umani” 🤗

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    1. Kriss ha detto:

      ho fatto il primo a 24 anni e ora sono a 18 tatuaggi. ho appena preso appuntamento per il numero 19. oramai non mi si tiene 🤷🏽‍♀️

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      1. @Oenopides ha detto:

        Meraviglia… A me piacciono tantissimo non so neanche dirti perché non ne ho più fatti, ma comunque credo di fare sempre in tempo…😊

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      2. Kriss ha detto:

        ma certo che fai in tempo, ci sono persone più grandi di te che hanno fatto il primo 😊

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  2. Gianluca Brescia ha detto:

    Complimenti per questo articolo. Tante cose che forse in pochi ti dicono in faccia.
    Io non ho tatuaggi ma verso i 19 anni nel 2009 lo volevo… le classiche influenze della scuola e amici di allora.
    Come hai scritto nell’articolo… non si fa un tatuaggio tanto per fare.

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    1. Kriss ha detto:

      io ne ho diversi ma il primo l’ho fatto a 24 anni dopo averci pensato un sacco di tempo.
      è che ho visto in giro così tanti tatuaggi orribili che francamente credo ci sia un po’ di leggerezza nel farseli (e detto da mefa ridere perché ne ho un sacco di tatuaggi!!)

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      1. Gianluca Brescia ha detto:

        Quando si fa in tatuaggio bisogna essere sicuri al 100% perché poi rimane

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