Date retta ai tatuatori

Immaginate di entrare in uno studio di tatuaggi a chiedere che vi venga inchiostrato in modo permanente sulla pelle il nome o l’iniziale del vostro partner; nel frattempo immaginate anche dei tenerissimi cuoricini che vi fanno da cornice.

Se siete entrati in uno studio serio, vi sentirete rispondere con un categorico e sonoro NO. Potete insistere, potete dire che pagherete un sovrapprezzo, potete spiegare che la vostra è una storia d’amore come quelle dei film, ma la risposta sarà sempre la stessa.

Negli studi di tatto il nome del partner è conosciuto come bacio della morte.

Si sprecano gli aneddoti di giovani innamorati che si sono presentati senza preavviso dal partner per mostrare il dono sulla pelle e hanno scoperto un ulteriore dono da sfoggiare: un bel paio di corna!!

Non importa quanto credete di essere innamorati e corrisposti. Finiscono matrimoni ventennali con figli, davvero volete scommettere per la vita sulla vostra relazione? Si può dimostrare l’amore reciproco in modo diverso, ad esempio facendo tatuaggi coordinati oppure vagamente ispirati al partner: se va bene ok, ma se la storia finisce ti ritrovi comunque con un bel tatuaggio che non richiama direttamente il tuo ex.

Perché, parliamoci chiaro, i tatuaggi sono permanenti e farli comporta dolore. Per cancellarli esistono apposite tecniche ma costano un sacco di quattrini, un sacco di tempo, un sacco di dolore e non tutti i colori si riescono a togliere (i colori scuri si riescono a cancellare più facilmente dei chiari ma non è l’unico punto da considerare).

Alternativa per rimediare a un tatuaggio che non ci rappresenta più è coprirlo con un altro tatuaggio, ovvero un cover-up: permangono ugualmente limiti sui soggetti ma soprattutto sui colori e, in genere, occorre fare un lavoro quattro volte più grande dello sgorbio che vuoi dimenticare.

Vi capita mai di guardare i reality-show sui tatuaggi? non preoccupatevi, ne ho guardati io per voi a bizzeffe quando ero una donna sposata, annoiata e con l’abbonamento a Sky e posso dirvi che le due tipologie di tatuaggio maggiormente candidate al cover-up sono:

(a) tatuaggio del nome del partner (o, alla peggio, volto del partner);

(b) tatuaggio fatto in vacanza con amici, magari all’estero o dopo un drink di troppo, comunque fatto con leggerezza e sulla scia dell’entusiasmo del momento.

Gli studi seri di tatuaggi secondo me devono metà dei loro incassi solo da questi due tipi di lavori (mentre gli studi poco-seri generano gli obbrobri che poi saranno coperti, in un circolo virtuso/vizioso di inchiostro).

Ma come mai sono così prodiga di consigli su cosa NON tatuarsi? va bene, faccio il mio coming-out. Tempo fa sono stata per un breve periodo in Belgio e gli ultimi giorni li ho trascorsi a Bruxelles: una bella notizia ricevuta mi ha talmente ringalluzzito da non farmi bastare lo champagne e mi sono tatuata un waffle stilizzato su un braccio.

Un waffle verde sul braccio: fin da subito era chiaro fosse una schifezza e non avete idea di quante volte mi sono sentita chiedere cosa fosse quel coso o perché avessi un brutto aquilone tatuato.

Poco male, dato che durante la quarantena ho maturato l’idea del cover-up, ho preso appuntamento in uno studio famosissimo dalle mie parti e pochi giorni fa ho tramutato l’aquilone verde in un appetitoso waffle croccante col gelato. Che sollievo!

Ora provate a indovinare chi ha tatuato sulle costole, ovvero uno dei posti notoriamente più dolorosi da tatuare, una grande M di marito?

Esatto. Colei che è tanto zelante a dare consigli.

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