A quasi due anni da quando ho perso mio fratello ancora non ho fatto i conti col lutto

il

Il giorno in cui è morto mio fratello ero letteralmente incosciente; anzi, lo ero già da una decina di giorni, da quando mi aveva detto che non ci sarebbe stata più speranza.

Per mesi ho continuato ad avere nella testa quel momento, quel suo ultimo rantolo prima del nulla. Per mesi ho assopito il dolore sotto a mille cose da fare: il nuovo lavoro, gli impegni dei figli, le vacanze a cui pensare, città e luoghi d’arte, nuovi tatuaggi, nuovi libri…

Sempre sulla strada alla ricerca di attimi di felicità, o quantomeno di occasioni per incontrarla questa benedetta, fugace felicità e tenere impegnata la testa.

La strada del lutto, però, non ha un nome.

Ho trascorso gli ultimi mesi a concentrarmi sul giorno 20 di ogni mese: perché sapevo che quel giorno, quel contatore di mesi dalla sua morte, era (ed è) un momento critico durante il quale non riesco a tenere le difese alte come al solito. In quel giorno crollo un po’ di più e tutto il castello che mi copre non regge.

E’ trascorso un anno e poi altri mesi… e invece di stare un po’ meglio, stavo sempre peggio, sto sempre peggio, come se mi fossi resa conto solamente ora che mio fratello non c’è più.

Ho capito di aver anestetizzato il dolore del lutto, o almeno averci provato, dopo avere iniziato la psicoterapia di gruppo. Sì, è esattamente come sembra, come fanno nei film, ci si siede in tondo, viso a viso, e uno a uno raccontiamo la nostra storia:

Sono Cristina, ho 51 anni, sono divorziata con due figli grandi e quasi due anni fa ho perso mio fratello dopo una malattia che l’ha devastato in meno di tre mesi”

Lo specialista ci ascolta, ci spiega, ci stimola con domande e riflessioni.

Ogni volta è devastante.

Ogni volta comincio a stare male da ore prima dell’inizio della seduta.

Ogni volta mi muove un pezzetto che avevo gelosamente messo al suo posto, cercato di tenere sopito sotto ai mille impegni, al lavoro, al desiderio di stare bene.

Voglio stare bene.

Questa è l’unica cosa di cui ho contezza.

E a quanto pare dopo oltre un anno trascorso a negare il dolore, sembra che l’unica via per risalire sia passarci in mezzo, abbracciarlo il dolore, accarezzarlo, diventarne amica.

Non esistono scorciatoie.

by Kriss

In questo post non ci sono link, solo tanta tristezza. Maggio è stato durissimo, quest’anno il compleanno di Danny senza Danny mi ha devastato e la psicoterapia ha rincarato la dose. Cerco forsennatamente modi per risalire la china. La ricetta, a detta dello psicoterapeuta, prevede dolore, tempo e un’altro paio di cose che ora non ricordo…

Se leggi questo post dalla tua mail sappi che non vedi l’immagine in testa ma qua trovi il link al blog.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di alicespiga82 alicespiga82 ha detto:

    Ti mando un grande abbraccio. ♥

    Piace a 1 persona

  2. Avatar di Pellegrina Pellegrina ha detto:

    Accarezzarlo e abbracciarlo mi sembra troppo, ma attraversarlo senza indulgenza e senza vergogna sì!

    Piace a 1 persona

  3. Avatar di V V ha detto:

    Ciao Kriss,

    anche io 2 anni fa ho perso il mio fratellone improvvisamente a 38anni…si è addormentato senza mai più svegliarsi, ed ogni giorno da allora vivo sulle montagne russe.

    Ogni giorno il dolore mi abbraccia e si fa sempre più grande come la mancanza e la realizzazione di non averlo più qui.

    Si può andare avanti, ma tu come me vivi a metà…

    Ti abbraccio, sii forte e vivi per 2

    Piace a 1 persona

    1. Avatar di Kriss Kriss ha detto:

      un abbraccio 🫶

      "Mi piace"

Scrivi una risposta a Pellegrina Cancella risposta