Nel momento in cui questo articolo viene pubblicato sul web, io sarei dovuta essere in prossimità dell’uscita autostradale Firenze Impruneta, per poi recarmi al punto di partenza del trekking sulla Francigena da San Gimignano a Monteriggioni.
E invece sono a casa.
Probabilmente sto pure imprecando e sto assumendo antidolorifici, perché ho un piede bucato.
Capita.
Succede.
Decidi di aggregarti a un gruppo di trekking un po’ come surrogato della psicoterapia, un po’ per imparare a stare in mezzo alla gente, poi devi subire un intervento al piede e le buone intenzioni di socializzazione vanno serenamente a farsi friggere (così come la quota di partecipazione pagata per intero al momento dell’adesione, mannaggia la miseria).
Questa è solo l’ultima delle mie esperienze “volevo fare la persona socievole ma cause di forza maggiore me lo hanno impedito” ed è la più dolorosa.
Per i miei 53 anni avevo programmato un viaggio a New York Ciy e sette giorni del mio viaggio dovevano essere un viaggio di gruppo. La quota di partecipazione, per coprire 7 giorni con alloggio in centro, era conveniente. Ammetto che mi sembrava un’ottima idea arrivare qualche giorno prima, ambientarmi un po’, visitare la città in gruppo, poi fare un altro paio di giorni per conto mio.
Ma non è stato così.
Circa due settimane prima della partenza sono stata informata che il gruppo non sarebbe partito: non c’erano abbastanza iscritti. Mi hanno restituito la quota che, purtroppo, non era minimamente sufficiente per coprire 7 giorni di stanza singola a Manhattan e questo è il motivo per cui ho dormito per metà viaggio in New Jersey.
Qualcuno di voi potrebbe obiettare che mi sono affidata a un’agenzia discutibile, quando avrei potuto viaggiare con operatori molto più strutturati e conosciuti, e avrebbe ragione.
Se mi sono rivolta a quell’operatore (che ovviamente non citerò) è perché avevo un buono di valore abbastanza elevato.
Esattamente, avevo già prenotato un viaggio con loro, che poi non si è svolto, così avevo optato per conservare il credito al posto del rimborso immediato. L’anno precedente sarei dovuta andare in Giordania, tipo poche settimane dopo il fatidico 7 Ottobre, ma il viaggio è saltato per eclatanti motivi di causa maggiore.
Quindi, sintetizzando, quando io ho la brillante idea di unirmi a gruppi di viaggio, accadono cose che non mi consentono di farlo.
Io ci provo a socializzare, ci metto la mia buona volontà, è il mondo che mi si rivolta contro!!!

PS = La Giordania e Petra è un viaggio che ho nel cuore da tanto, ma che non ho il coraggio di fare da sola; temo che resterà un sogno.
New York City da sola è stata un’esperienza favolosa! Ripartirei oggi stesso se avessi euro in eccesso sul mio conto e, soprattutto, se non avessi un piede bucato.
La Francigena invece non scappa, sicché la andrò a calpestare per conto mio più avanti, oppure farò un altro cammino.
Di certo d’ora in poi mi terrò alla larga da viaggi di gruppo e ogni altra roba del genere!!
Mondo, ho capito!!!
Qua e là in giro per il post potrebbero esserci dei link ,ma stavolta non ci sono, altrimenti finirei per citare chi o cosa deve restare anonimo. Se leggi questo post dalla tua mail, sappi che non vedi l’immagine in testa, che è una foto scattata a Central Park un po’ di tempo fa, ma qua trovi il link al blog. Ciao e ci sentiamo presto.
Io ho messo di accordarmi a gruppi di cammino perché finisco per passare un sacco di tempo ferma, ad aspettare il gruppo dei lenti. New York? La sogno da sempre. Prima o poi… 😍
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ecco, io sarei uno dei lenti 🤭
NYC è stupenda, se riesci vai 🫶
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Avventure e sventure che capitano. Io sono una persona solitaria e l’anno scorso ho fatto i miei primi due cammini da sola. Ho parlato con gente per strada e all’arrivo, ma se devo essere onesta..ho amato camminare da sola. E non vedo l’ora di rifarlo. Buona guarigione 🍀
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Hai tutta la mia comprensione!!!!! Difatti pure io preferisco fare viaggi pwr conto mio e mi ero un po’ forzata per diventare un po’ più sociale. Ho capito che non devo. Appena il piede me lo consentirà torno in palestra poi su un cammino. Da sola. Coi miei tempi.
Grazie per la visita
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Ma che sfortuna! Auguri di rimetterti presto.
Ho cominciato a fare escursioni da sola quando era raro vedere donne in solitaria. Sempre in montagna però. Dei cammini in gruppo in pianura o collina non mi piace il lato criptocatto che cova manco troppo sotto sotto. Ma è vero, una delle difficoltà di andare con sconosciuti non è tanto la velocità o lentezza, ma l’atteggiamento scoglionato di chi lo fa ma non gli va e cerca solo di passare il tempo impegnandosi il meno possibile. Se non ce la fai, per carità, si aspetta, è giusto così. Ma se devi fermarti per ore a chiacchierare perché « è anche un’occasione sociale » no. Si socializza anche facendo insieme una cosa fatta bene che si è scelto di fare insieme. Invece così ricorda quando si va a ballare in gruppo e la gente passa il tempo a fumare fuori dalla porta del locale. Una noia!
Sono stata socia CAI per anni, ma Roma non è proprio il posto adatto: manca completamente l’offerta tra gli strascinosi di cui sopra e chi va come uno sportivo amatoriale. Voglio dire la fascia che è ragionevolmente in forma, ha una certa base tecnica, esperienza, resistenza, tiene i tempi di percorrenza e magari qualcosina in meno (nel senso di andare un po’ più veloce se capita), è appassionata dello sport in sé e dell’ambiente montano, ma non è minimamente interessata a tirarsela facendo vedere quanto è, anzi quanto ‘so bbbravo a staccarti sul sentiero.
Vedere Petra mi piacerebbe moltissimo. Credo che da soli non ci si possa proprio andare.
Buona guarigione!
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io avrei bisogno di un gruppo di camminatori che non hanno fisse di tempi ma nemmeno che stanno a guardare per aria.
Lo so, sono una rompi, ergo andrò per conto mio!🤷🏽♀️
grazie per il tuo commento
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Mah, direi che cerchiamo tutt’e due la stessa cosa…
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«manca l’offerta per chi sta tra»
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