Due parole due su Tinder e le date-app

Di recente ho letto un interessantissimo contributo di Viola Di Grado su Linkiesta dal titolo: “Indagine sul maschio italiano – le bio degli uomini su Tinder rivelano che il nostro è un paese misogino“. Si tratta dell’ennesima constatazione della natura maschile italica, nulla di nuovo sotto al sole direte, e avete ragione, ma in chiave app-date è molto istruttivo.

L’uomo italiano cerca una donna solare, tranquilla, semplice, che sappia cucinare, che non abbia paranoie e che si attivi sotto alle lenzuola. La sintesi che ha usato Viola Di Grado è: REMISSIVA.

L’uomo italiano non cerca una donna intelligente, complessa, interessante; no, vuole una che non rompa i maroni. Ed ecco qua svelato l’arcano.

(per i dettagli, leggete l’intero articolo di Viola di Grado che ha confrontato esperienza Tinder in diverse localizzazioni del mondo)

Ho già avuto modo di esprimere il mio disinteresse per le app-date e soprattutto per la modalità di incontrarsi on-line (qua). Mi considero molto di più della mia foto e del mio corpo e mi rifiuto di farmi giudicare con uno swipe a destra o a sinistra da qualcuno che mai mi ha incontrato di persona; questo, unito al mio disinteresse per il sesso-una-botta-e-via, rendono impossibile il match tra me e le app-date.

Ciò non toglie che abbia letto con interesse l’articolo e mi sia immaginata qualche situazione esilarante.

Allora, cari uomini, credete che non ci siano anche donne che hanno voglia di una botta e via? magari sono pure intelligenti, complesse, interessanti, ma vi mostrano la parte solare, semplice, tranquilla.

Così io immagino una donna di mezza età, magari bionda, che omette di scrivere nella sua bio che ha un dottorato in fisica teorica per non spaventare i possibili match e riuscire a farsi una scopata senza pensieri. Oppure quella che parla 4 lingue e ha girato mezzo mondo e quando si trova a bersi una cosa con il suo match, chiede di andare al sodo in quattro e quattro otto. Magari c’è pure quella che fa un lavoro super impegnativo, tipo il medico, e non ha tempo da dedicare alle relazioni, sicché posta una sua immagine dove sorride remissiva, et voilà, ecco servita la scopata tramite Tinder.

Identificato come funziona l’utente medio dell’app, diventa semplice arrivare a ciò che vuoi, se sei una donna intelligente.

Poi, immagino, esistono anche le donne che sperano di trovare l’ammore* tramite Tinder: è successo alla cugina del coinquilino dell’amico di quello che mi ha montato l’armadio, quindi, perché non a loro? Non lo ammetteranno a cuor leggero, perché Tinder deve essere percepito come strumento di emancipazione, ma sognano di fare breccia nel cuore di colui che sembrava volesse solo scopare e poi scappare, di colpirlo con la loro personalità (remissiva?) o capacità (sanno cucinare la colazione?) e di farlo innamorare (scusa???).

In parole semplici cercano il principe azzurro.

Le app per gli incontri sono diffusissime, evidentemente raccolgono appieno la modalità di approccio moderna a cui, io, fatico ad abituarmi, ma questo non significa che siano il male. Anche dieci, venti o trenta anni fa al primo appuntamento c’era chi sperava in una scopata e basta e chi sperava di iniziare una storia; le app-date hanno processato questo meccanismo in un algoritmo accessibile a chiunque.

Ed è su quel chiunque che chi usa le app-date dovrebbe focalizzarsi.

Ora, come dieci o venti o trenta anni fa, il principe azzurro non esiste; ora, come dieci o venti o trenta anni fa, esistono le persone disturbate che non esitano a fare male al prossimo.

Lo so che usare le app-date è parte del pacchetto “sono una donna moderna che non ha paura di affermare la propria sessualità” ma, così come le nostre mamme e nonne ci intimidivano a non accettare caramelle dagli sconosciuti, così io suggerisco di usare qualche semplice accorgimento: se hai un appuntamento al buio (e quelli delle app sono sempre al buio) fai che sia in un luogo pubblico, accessibile, possibilmente che conosci; informa qualcuno su dove vai e con chi; accertati che il tuo telefono sia carico e funzionante; accertati di essere in grado di andartene in ogni momento (taxi? uber?); non credo di dover consigliare di usare metodi contraccettivi, devo?; sii percettiva, se credi che ci sia qualcosa che non va, dai retta al tuo sesto senso.

Emancipate sì.

Stupide no.

*lo so che si scrive “amore” e non “ammore”

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. semprecarla ha detto:

    Molto interessante, scritto bene, ricco di spunti per riflettere!

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    1. Kriss ha detto:

      grazie mille

      "Mi piace"

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