Manuali di auto-aiuto: ho la mia teoria

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Visti da vicino TUTTI abbiamo bisogno di aiuto per qualcosa e, in effetti, l’editoria dei manuali di auto-aiuto è ricca e fiorente. Non mi vergogno a dire che io nella mia vita, in più occasioni, ho cercato conforto in simili pubblicazioni.

Anche adesso, sull’orlo dei 50, ho iniziato l’anno leggendo robe del genere e ho ripreso in mano il famosissimo “Il Magico Potere del Riordino” di Marie Kondo che avevo comprato all’uscita (2014) e poi lasciato nel dimenticatoio.

A metà introduzione mi ero già sfracassata le balle. In sei pagine ripete costantemente lo stesso identico concetto, enfatizzando, strizzando l’occhio a se stessa, ma sempre la stessa, stessissima cosa. In gergo questo modo di scriver prende il nome di “allungare il brodo” e lo posso capire nella modalità on-line, perché più scrivo e più c’è spazio per inserire inserzioni a pagamento e incassare, ma in un libro proprio no! Si presume che, avendo io acquistato il libro, tu autore/editore abbia già incassato, quindi vai al punto senza inutili voli pindarici che non ho mica tempo da perdere, perdinci!!

Mi ha indispettito e per l’ennesima volta l’ho mollato

Ho così a iniziato a leggere “La sottile arte di fare quello che c***o ti pare” di Mark Manson, che ho acquistato in un impeto di shopping compulsivo mentre scorrevo Instagram e sono stata colpita.

Vorrei ripetere il titolo di questo testo che si appresta a diventare la bibbia della mia vita: “La sottile arte di care quello che c***o ti pare”. Suvvia, è geniale!!

Già il primo capitolo mi ha stregata, ho pure scritto un messaggio di ringraziamento a chi l’ha segnalato e lo sto letteralmente divorando evidenziando gli input che devo tenere a mente.

Entrambi i libri hanno venduto a palate, sono ciò che si definisce un bestsellers e gli autori sono dei guri nei rispettivi campi di competenza. Allora perché uno tanto bene e uno tanto male? su di me, sia chiaro, non si tratta di un giudizio sui testi ma di una constatazione di come questi testi si adattino a me.

Riordino

Io sono una persona non particolarmente ordinata e che ha tante tante cose quindi la sensazione, venendo a casa mia, è che “potrei liberarmi di un po’ di roba per fare spazio“.

La verità è che io ci vivo bene nelle mie cose e non sento davvero mio questo bisogno di ordine. Di tanto in tanto faccio un repulisti sulla scrivania, o nell’armadio, o nel matrimonio ma più per poi aggiungere altra roba.

No, riordinare non è un’esigenza primaria sicché questo manuale non fa per me.

Fare quello che c***o mi pare

A sentire mia madre io faccio quello che mi pare da quando avevo 3 anni (io sostengo dai 12); sono sempre, o quasi, stata molto decisa nelle mie scelte e anche nei rapporti interpersonali sono netta: o tanto bene o tanto male.

Quindi perché mi piace tanto questo manuale? perché non condanna il mio modo di essere, mi dice implicitamente che vado bene e questo manuale mi spiegherà perché e mi indicherà la via per stare ancora meglio, secondo un percorso praticabile.

Quindi qual è la teoria?

A questo punto quale sarebbe la mia teoria sui manuali di auto-aiuto? che alla fine ti possono davvero aiutare solo quelli che indicano la strada che hai già tracciato da solo, che hai visto o immaginato e hai già mosso il primo passo; gli altri li reputerai delle enormi stronzate!

Ok, se vogliamo è un concetto banale, una tautologia, mica vai a comprarti il manuale per smettere di fumare se non fumi, ma può essere visto anche da un secondo punto di vista.

Quali sono i manuali più venduti? quelli che hanno più seguito? al netto delle politiche di marketing delle case editrici, i più venduti sono quelli che più rispondono alle esigenze dei lettori (siamo alla fiera delle banalità?).

La prossima volta che entrate in una libreria avvicinatevi al reparto manualistica e verificate i bestsellers. Ci trovate pubblicazioni su come diventare più intelligenti? o su come aiutare il prossimo e aiutare se stessi? o ci trovate robe su come promuoversi sui social? o altre amenità? oltre, ovviamente, Marie Kondo e Mark Manson.

Termino questo post in un modo inconsueto per me, mai sperimentato prima, ovvero una citazione a c***o di Bukowski (chi ha letto il manuale sa perché):

Pensaci tu

pensa al fatto di salvare il tuo io

Charles Bukowski

ps: giusto per chiarire, il titolo del manuale di Manson è efficace ma può trarre in inganno: il titolo corretto potrebbe essere, altrettanto cinicamente: “Impara a non farti seghe mentali e muovi il culo”, ma probabilmente gli esperti di marketing l’hanno bocciato sul nascere!!

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