A New York ognuno si fa letteralmente i cavoli propri

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Mica pensavate che avessi finito di parlare di New York? suvvia, romperò le scatole ancora qualche settimana come minimo!

Quando giri per New York City a nessuno interessa minimamente chi sei, cosa fai, come sei vestito e cosa porti con te. Letteralmente!

Vai in giro con le infradito? va bene.

Ti porti il gatto in un trasportino? va bene

Vendi cioccolata sulla metro? ok.

Dormi sulla metro? e qual è il problema.

A nessuno viene in mente di giudicare un’altra persona perché, ad esempio, parla malamente inglese o perché un uomo grande e grosso sfoggia lo smalto coi glitter sulle unghie(*).

La prova di questo modo di essere dei newyorkesi l’ho avuta appena sono salita sulla metro, subito dopo aver passato l’immigrazione e scesa dall’airtrain che ti porta in città dall’aeroporto.

Salgo sulla metro, linea E se non ricordo male, mi accomodo e sistemo il mio enorme zaino davanti a me. Leggevo i nomi delle fermate, ascoltavo gli annunci e controllavo assiduamente il percorso sul cellulare perché, appunto, ero una novellina appena arrivata a New York.

Tutti gli altri? si facevano ovviamente gli affari loro. Chi leggeva un libro, chi guardava il cellulare, diversi indossavano cuffie o auricolari e tutti avevano la testa chinata sulle proprie robe.

Quando vedo arrivare un tizio in pantaloncini corti e nessun altro indumento, se non consideriamo tali gli addominali scolpiti e il contorno di muscoletti, che portava una cassa Bluetooth.

Il suddetto giovane attacca la musica e inizia a ballare sul palo della metro. Quello dove i passeggeri si tengono stretti se devono stare in piedi. Musica a palla e ‘sto tizio che si contorce esibendo i muscoli sul palo.

OK.

E io? guardavo in aria, fintamente disinteressata spostavo lo sguardo di qua e di là come se non stesse accadendo nulla di ché, ma era palese che fossi sgomenta.

Il giovanotto ha terminato il suo show, durato giusto un minuto o due, poi ha raccolto la sua cassa e si è diretto verso il vagone successivo, senza rivolgere parola a chicchessia.

Le altre persone sulla metro come me non si sono apparentemente accorte di nulla, mentre io ho continuato a controllare le fermate e ascoltare gli annunci.

E così vi ho raccontato come ho avuto il mio benvenuto nella City.

(*) tutti gli esempi che ho fatto li ho visti coi miei occhi, tutti, senza eccezioni.

by Kriss

Qua e là in giro per il post potrebbero esserci dei link. Se leggi questo post dalla tua mail sappi che non vedi l’immagine in testa ma qua trovi il link al blog. Ciao e ci sentiamo presto.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di alicespiga82 alicespiga82 ha detto:

    Hai tutta la mia invidia! È una vita che voglio andare a New York! 🤩

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    1. Avatar di Kriss Kriss ha detto:

      guarda, sarò banale ma se riesci vacci. è una roba da non crederci, io estasiata

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  2. Avatar di Neogrigio Neogrigio ha detto:

    Penso che cmq succeda più o meno la stessa cosa in tutte le metropoli

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    1. Avatar di Kriss Kriss ha detto:

      probabilmente è vero ma NYC ha in più che lì accadono tante e diverse robe inusuali 🙃

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