Tra alti e bassi mi trascino nel lockdown (di nuovo)

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Vivo come su un’altalena che va su e poi torna, inesorabilmente, giù. E così il mio spirito. Ci sono giorni in cui mi congratulo con me stessa per questo equilibrio domestico fatto di libri, gatti, tè caldo, buon vino e qualche film; e dopo un’ora vorrei piangere coi singhiozzi.

Alla sera mi apro una buona bottiglia, da sola, perché in fin dei conti me lo merito e il periodo lo impone; e poco dopo dico a me stessa che dovrei bere meno.

Faccio shopping online perché tanto non si esce e non spendo più 5 euro per un bicchiere di scadente Prosecco seduta da qualche parte, o 10 euro per entrare al cinema o 30-50 euro per una cena. Poi il giorno dopo dico a me stessa che non dovrei spendere soldi in sciocchezze, dato che devo affrontare un sacco di spese tra bollette, condominio, avvocato, ecc..

In un impeto di ottimismo e fiducia ho prenotato una casa per le vacanze ad agosto, una sola settimana e con la cancellazione gratuita, che non si sa mai. Poi con lo stesso ottimismo ho scaricato una nuova app per acquistare accessori moda di seconda mano e ho trovato la borsa dei sogni che, usata, costa comunque di più dell’affitto che pagherò per le vacanze. Capita.

A volte penso che vivere questa pandemia sarebbe più semplice se ci fosse un compagno al mio fianco. Non credete? poi ragiono che come minimo sarebbe qualcuno che vive in un altro comune, quindi lo struggimento per la separazione sarebbe ancora peggio. Lasciamo perdere che è meglio.

Ritrovo il frigo praticamente vuoto, sicché mi decido ad andare a fare spesa. Chiedo ai figli cosa desiderano mangiare, ma non mi sanno rispondere. Mi guardo e mi vedo più grassa, ma non ho la forza di ricominciare a correre. L’ultima volta ho corso 7 mesi fa e il commento alla prestazione era: “fa troppo caldo“. Ora fa troppa fatica (nel 2020 ho corso complessivamente 160 km, forse nemmeno quando avevo appena iniziato a correre ho corso così poco in un anno).

Leggo distrattamente qualunque cosa mi passi sotto al naso, non ho più voglia di fare nulla; trovo anche qualche testo interessante, ma leggo lentamente e con lunghe pause. Non chatto. Rispondo di mala voglia a qualche messaggio. Lavoro, molto, ma anche sul fronte ufficio sono praticamente scoppiata.

Ridendo (poco) e scherzando (mai abbastanza) stiamo arrivando di nuovo a Pasqua: senza aver preso un altro aereo; senza aver conosciuto qualcun altro; senza essere andata quasi da nessuna parte.

Sto scoppiando dall’interno.

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