In viaggio a Trieste

Scrivo questo post con lo stesso spirito con cui gli stagisti delle redazioni scrivono i coccodrilli per le persone, più o meno famose, che non sono in odore di morte: chissà se sarà pubblicato!??

Se sulla strada (della vita) non blocco la programmazione di questo post, significa che quando sarà pubblicato io sarò davanti al tramonto sul Golfo di Trieste con un bicchiere di vino in mano, la leggerezza nella testa, un’amica al mio fianco, un giorno di vacanza alle spalle e uno ancora davanti a me.

Sì, lo so, non tanto tempo fa ho parlato di quanto sia appagante viaggiare da sola (esattamente qua) e lo penso ancora; ma una cara e vecchia amica è salita a bordo e l’avventura solitaria si è tramutata in un viaggio a due per la nostra prima volta in una città di frontiera a cui entrambe pensiamo da tempo.

Così, cara la mia Trieste, questo weekend ospiti due pazze signore emiliane che si avvicinano ai cinquanta, che hanno fatto scelte sofferte nelle vita e che, soprattutto, si conoscono da più di trent’anni e desideravano incontrarti: e hanno deciso di farlo insieme.

Abbiamo aspettato fino all’ultimo prima di essere certe di partire, perché le famiglie sono sempre impegnative e le disposizioni anti-covid incombono come macigni che ti fregano all’ultimo, ma posso solo immaginare la leggerezza con cui, sotto casa della mia amica, le ho inviato il messaggio “sono qua, scendiiiii“.

La nostra prima tappa sarà/è stata il Castello di Miramare e poi il piano prevede di portare l’auto al garage vicino all’hotel e non usarla più fino al ritorno a casa. Ho anche prenotato il ristorante, a cui ho telefonato esordendo con:

“Scusi ma a Trieste a che ora si cena?”

Ho controllato a che ora tramonta il sole nelle sere che saremo in città (in verità l’ho chiesto ad Alexa) e mi sono già vista su una terrazza o davanti a una finestra, in silenzio, a rimirare il mare, sorseggiando Pinot o Sauvignon.

Abbiamo programmato di andare nei caffè e ordinare un nero e in giro per i vicoli a cercare vecchie librerie e scattare fotografie. E poi riposare, la mente soprattutto, staccare dal quotidiano e assaporare il piacere di oziare tra cibo, vino e paesaggi incantevoli.

Il miglior viaggio è il prossimo, come spiegavo qua, e a volte hai bisogno di piccoli viaggi del corpo per preparare la mente a viaggi più grandi.

Entro la fine dell’anno mi aspetta una prova importante e molto impegnativa; in questa mini vacanza a Trieste ricerco la carica per affrontarla al meglio.

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