Per la rubrica “la Kriss e i siti di incontri” ecco a voi “the finale cut” ovvero l’ultima puntata

Suvvia non poteva durare ancora a lungo, in fin dei conti la Kriss ha l’abilità di annoiarsi di qualunque cosa, sia un uomo gentile, un abito o un blush, quindi era prevedibile che sei mesi di frequentazione degli ambienti on-line per cuccare sarebbe stato il massimo temporale di sopportazione.

Infatti ho chiuso il film.

Ma andiamo con ordine e, come sempre, versiamoci un cocktail!

Riassunto delle puntate precedenti

  • Puntata I – La Kriss ha fatto enorme passo di iscriversi a un sito di incontri e l’ha raccontato qua;
  • Puntata II – Poi ha condiviso come ha cercato di raccapezzarsi sul sito qua;
  • Appendice alla rubrica – come smollare bonariamente gli indesiderati qua;
  • Puntata III – La Kriss racconta la sua situazione pseudo stabile qua;
  • Puntata IV – e i trucchi adottati con le amiche qua;
  • Puntata V – E poi tutto da capo, la Kriss è di nuovo single e condivide alcune considerazioni sugli approcci qua;
  • Puntata VI – L’avventura continua su un nuovo sito di incontri potenzialmente innovativo qua;
  • Puntata VII – Fenomenologia del primo appuntamento qua.

Facciamo i nomi

Per l’ultimo post della rubrica “la Kriss e i siti di incontro” ho deciso di svelare quali sono stati i siti e le app che ho usato per tentare il rientro sulla pista delle relazioni sentimentali.

Quindi, se avevate dei sospetti su cosa ho utilizzato, ora vi tolgo ogni dubbio.

Il primo sito su cui mi sono iscritta, quello in cui parlo in puntata I, è Academic Single (link) che promette incontri tra persone esigenti, diciamo con un minimo di livello culturale e lavorativo. Non ho idea di come funzioni il sito senza abbonamento, perché mi sono iscritta praticamente subito ed è stato quello su cui ho chattato di più.

Il sito è connesso con un altro simile che si chiama be2 o qualcosa del genere, quindi i contatti sono travasati dall’uno all’altro. Comunque ti mettono i like, ti mandano i cuoricini, ti scrivono messaggi.

Puoi vedere i profilo degli utenti, selezionando in base a diversi criteri: distanza, età, preferenze. Ogni utente può mettere alcune frasi per descriversi e, davvero, ho letto delle robe da fare accapponare la pelle, oltre che errori di ortografia.

Tutto in italiano, ma, in generale, la struttura della chat mi sembrava un po’ caotica, non c’era modo di organizzare i messaggi con un criterio e io non stavo dietro a chi mi scriveva.

La seconda esperienza, quella col bonazzo francese, è stata non con un sito, bensì con un‘app che si chiama Once (link) e che ha come icona un ranocchio blu.

Dato che promette un match al giorno, uno e uno solo, ho pensato fosse buon modo per non essere sommersa dai messaggi.

Inizialmente hai un credito di 6 o 7 coroncine e quando trovi un profilo che ti piace ne invii una: credo sia la metafora del ranocchio che diventa principe azzurro, che andrebbe presa un po’ meno letteralmente secondo me, ma così è.

Se non c’è uno scambio congiunto di coroncine, mi sembra di aver capito, non puoi essere connesso con l’altro utente e iniziare a chattare. Dato che non ero un utente pagante, i match che ho avuto erano tutti un po’ a ufo, nel senso lontani e poco praticabili. Inoltre, finite le coroncine gratuite, non ero più quella strafiga che credevo nei primi giorni quando facevano a gara a matcharmi (mi prendo in giro da sola, ovvio!)

L’esperienza che sta facendo la mia bionda amica, invece, è meetic, usato dal telefono. Anche lei mi riporta di difficoltà a chattare con le persone a seconda che siano utenti semplici o paganti o super utenti, quindi, a conti fatti, non è proprio entusiasta.

Dopo queste due mie esperienze (e la terza di riflesso) è successa una cosa curiosa; quando guardavo le stories di Instagram, tra una notizia e lo spezzone di un concerto e i miei immancabili video dei panda, le sponsorizzate erano di siti di incontri che mi invitavano a iscrivermi per trovare l’amore (anche meno!).

Va beh, alla fine ti vengono a cercare e ne ho provati due.

Dating.com è un sito con una tenera icona con un cuore rosso (ma siete seri?) sul quale scrivono tutti in inglese, anche coloro che si dichiarano localizzati a Firenze.

E di Firenze era il tizio che ho contattato, 54 anni, brizzolato, che scrive di cercare una donna determinata (caro mio, non sai in che guaio…). Mi risponde nel giro di pochi minuti, ma per leggere il suo messaggio devo diventare utente pagante, sganciare il grano, quindi demordo.

Il giorno dopo ho 30, ma forse di più, messaggi che iniziano tutti con “Hi” oppure “How are You“, la maggior parte dei quali da parte di uomini orientali sotto ai 40 anni.

Ho cancellato il profilo e pure il link al sito, tempo complessivo trascorso lì sopra non superiore ai 15 minuti.

non ricordo su quale dei due ho trovato questo Ben così cool!

Ourtime.com invece è un sito che promette di mettere in contatto single over. Ho pensato fosse un modo efficace per evitarmi i ragazzini (sotto ai 35 sono ragazzini, inutile discutere) e ho provato.

Appena accedi ti sottopongono un questionario su chi sei, quanti anni hai, se hai figli, se fumi, se bevi, dove abiti e bla bla bla e poi ti chiedono cosa cerchi; dopo di propongono profili di soggetti pseudo compatibili e tu li scarti o li cuori.

La cosa interessante è che visivamente per ogni profilo proposto trovi evidenziate le caratteristiche che hai indicato come desiderabili, così a colpo d’occhio vedi se può andare. Altra cosa, il sito ha la pubblicità, quindi deduco che si finanzi almeno in parte con le inserzioni e non sei costretto a pagare per chattare.

Ma non lo saprò mai, perché mi sono scocciata dopo 10 minuti e ho cancellato ogni cosa.

Quindi, concludendo, cosa ho capito?

Non che avessi dubbi, ma esperienza dei siti mi ha dato conferma.

Non è l’amore a fare girare il mondo. Sono i soldi. Banalmente. I siti di incontro arricchiscono di denari i loro creatori e gestori e di speranze gli utenti.

Sono un business davvero enorme.

La cosa che continuavo a pensare, passando da un sito a un altro, è cosa avrei fatto per migliorarlo, come avrei fatto per attirare utenti, cosa avrei tentato affinché una donna divorziata di 50 anni non mollasse il sito e accettasse di pagare.

Secondo il mercato la ricerca dell’amore costa circa 29 euro al mese se credi di trovarlo in un solo mese, ma hai un prezzo più favorevole se pensi che ti vorranno 6 mesi. Costa più o meno dell’abbonamento di Sky per guardare le partite?

Comunque se speravate in un lieto fine dove la Kriss trovava finalmente l’amore della sua vita, nonostante il divorzio, i 50 anni, i figli e tutto il carico che si porta, spiaze, come dicono a Trieste, ma è stato un vero e proprio buco nell’acqua!

Ora la domanda è…. quanto ci impiegherà l’algoritmo di internet a capire che non mi interessano più i siti di incontri?

by Kriss

La foto in testa al post indica quanto velocemente prenderei un altro aereo per una destinazione lontana, anche da sola, anche con le amiche, non per forza con un fidanzato.

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